il mio e un racconto vero . erano gli anni 50 io avevo 16 anni, ed era l’anno del Giubileo. Da Genova vennero i parenti della sig. Gatti, mia insegnante di piano , erano 4 persone Lollina era la nipote della sig Gatti simpatizzammo subito . Insieme a loro ho fatto il Giubileo certamente non l’avrei fatto da sola non ero al corrente di che volesse dire..,ora lo so. poi Lollina riparti e per un bel po di tempo ci siamo scritte e poi come tutte le cose il tempo fece il suo corso troppo lontane .Ma il cielo aveva preparato una sorpresa per me , allora non ero molto credente ma il Signore stava lavorando .Conobbi una ragazza che aveva circa 30 anni e si chiamava Maria, capito MARIA. Maria lavorava come dama di compagnia presso la sig. Gancia la villa Gancia aveva tutt’intorno molta terra e un grande vivaio e anche serre dove venivano coltivate le meravigliose orchidee,io ero amica delle figlie dei giardinieri che abitavano intorno al vivaio e spesso andavo da loro a giocare poi sono diventata amica delle nipoti della Signora Diana cosi si chiamava la propitaria del vivaio.Il figlio tanto amato della sig.Diana era morto durante la guerra ,si chiamava Gianmichele era un angelo noi ragazze l’abbiamo conosciuto perche ammalato era tornato a casa e lui speciamente quando suonava l’allarme ci diceva di salire in villa e ci intratteneva suonando la chitarra. Diceva meglio ripararsi sotto un celo pieno di stelle.Purtroppo la leucemia l’ha portato via la disperazione della mamma e di noi ….. ma questo meravigliosoangelo ha voluto che li in villa su un terreno adiacente fosse costruito una biblioteca un laboratorio eun ambulatorio per le ragazze del quartiere molto disagiato. Con il tempo il desiderio di Gianmichele e stato realizzato, abbiamo avuto la biblioteca diretta dalla sig, Breda per quei tempi molto nota per i suoi libri e recinzioni. Il sabato pomeriggio avevamo 2 ore con lei potevamo prendere un libro leggerlo e il sabato successivo parlarne con lei e li ho imparato ad amare la lettura. gli altri pomeriggi sartoria e ricamo il sabato avevamo il dottore perchi ne avesse bisogno io di certo ne ho avuto di bisogno dopo qualche anno. La sig Diana dopo qualche tempo si e ripresa e qualche volta veniva nel laboratoiario e a cominciato a rivivere con noi, si e molto affezionata a me e io a lei ,ecco come ho conosciuto Maria.Qualche volta mi invitava in villa e io ero molto felice una villa da sogno mi parlava in francese e mi raccontava di suo figlio e li incontravo Maria e quando Maria era assente voleva che la sostituissi nei lavori come servire a tavola rifare le camere specialmente quella di Gianmichele che tutto doveva rimanere com lui l’aveva lasciata.Maria era molto credente e la domenica andando a messa passava a chiamarmi e io per stare con lei andavo .Piano piano mi ha fatto conoscere il valore della messa ,della preghiera e dell’amore che Gesu ha per le sue creature, la ringrazio e prego per lei che sta lassu vicino a Gesu. Maria pian piano mi ha raccontato una parte della sua vita , nativa di Pontevicodarzere provincia di Padova a 19 anni era stata fidanzata con Guido un bel ragazz o di Belluno poi la g uerra li ha divisi.poi Maria ha trovato un lavoro come bambinaia a Roma e ha lasciato i genitori e il fratello ,cresciuti ibambini della famiglia e stata presentata alla sig. Gancia che subito ha chiesto di averla al suo servizio come dama di compagnia.siamo diventate amiche a volte lavoravo in villa quando mancava qualche servitu ero molto contenta perche mangiavo pure a casa mia il cibo era scarso con tre fratelloni sempre affamati. IO crescendo ho conosciuto Antonio avevo 19 anni, ma non e stato facile vincere la battaglia con mia madre che adoravo, lei mi voleva con se, a scuola andavo bene e dopo il diploma avrei insegnato nella mio stesso istituto Margherita di Savoia invia Panisperna, ma l’amour quando arriva colpisce sempre al cuore e allora? Mia madre non ne voleva sapere e cosi per 2 anni ho sofferto rinunciando anche al diploma perche a scuola non mi mandavano piu. A 21 anni la decisione mi sposo nessuno ci credeva al mio ventunesimo anno mia madre mi ha legato ad una gamba del tavolino, io tranquilla sapevo che la mamma di Antonio si stava interessando ai miei documenti .Il giorno 8 maggio compivo 21 anni ero maggiorenne finalmente la sig Diana mi chiamava spesso in villa che era davanti la mia casa e cosi mi faceva telefonare ad Antonio che lavorava gia in Alitalia ,quel giorno mi dice ” i documenti sono pronti era mi sembra il 17 dico io fammi riflettere il 20 ci siamo sposati stiamo ancora insieme dopo 60 anni e ancora innamorati. Siamo andati ad abitare ad Ariccia perche Antonio lavorava a Ciampino e cosi ho perso il contatto con Maria con villa Gancia con le amiche non volevamo che ci trovassero i miei sarebbe stato un apocalisse.Lle cose col tempo si sono aggiustate ma intanto di Maria non ho saputo più niente dopo 2 anni siamo ritornati a Roma ma a villa Gancia Maria non c’era più mi hanno detto che era ritornata a casa in Veneto perchè la mamma stava male. sono passati gli anni sono nati 6 figli abbiamo cambiato almeno 5 case ne abbiamo comperata una un via Stresa moltogrande con un bel giardino e ci siamo stati 10 anni.Con i problemi che c’erano dalle nostre parti ,erano gli anni di piombo estremisti di destra e di sinistra non si poteva uscire era pericoloso cosi siamo quasi fuggiti da Roma ,a marzo avevano rapito l’onorevole Moro proprio vicino a noi ad agosto abbiamo preso una grande casa con 12000 metri di terreno a vigneto e oliveto cosi io romana ho imparato a lavorare la terra. Iragazzi erano felici e in quella casa sono nati Francesco e Alice . Un giorno mi arriva una lettera da Guido chiedeva se io ero una suor dico io lui aveva trovato una mia lettera scritta negli anni 54 credo quando io ero andata in esilio a Magliano dei Marsi un paesetto
in abbruzzo, perchè ero talmente deperita che il dottore haobblgato la sig Gancia a mandarmi un po in vacanza ,perchè ogni anno 2 ragazze del laboratorio andavano in vacanza in abbruzzo tutto pagato.cosi io e Maria ci scambiavamo lettere e notizie Cosi Guido pensava ad una suora perchè l’indirizzo era presso il convento dove io stavo, tramite telefono ci siamo sentiti e lui è venuto a Giulianello il paese dove abitiamo, èrimasto qualche giorno e mi ha raccontato che quando era tornato dalla guerra Maria non c’era più e nota tn sapendo che fine aveva fattosi era sposato con una donna di nome Maria hanno avuto 4 figli poi sua moglie chnegli anni credo 70 e morta e lui e caduto in una grave depressione. E stato ricoverato in ospedale a Venezia ,non ci crederete Maria la mia amica lavorava li ,quando lei ha scoperto che lui era ricoverat li e quasi fuggita, Guido poi ha scperto la cosa e l ha cercata fino a mandarle delle cartoline sperando che lei rispondesse nel frattempo lui aveva fatto dei viaggi a Lourdes come accompagnatore dei malati e la Madonna ha trasmesso un senso di serenita e calma a lui.Finalmente Maria trova il coraggio di rispondere e allor a si incontrano, l’amore per tanto tempo sopito è riesploso a 60 anni Guido e Maria ritrovano quell’amore che sembrava perduto. decidono di sposarsi ma l’ostacolo era il padre di Maria non voleva assolutamente io dico egoisticamente, lui aveva circa 90 anni.Comunque trovano il modo di incontrarsi lui da Belluno lei da Pontevigodarzere avevano dei pomeriggi tutti per loro . Si sposano ma poi ognuno torna a casa propria aspettando che il vecchio padre anziano “tirasse le cuoia” ma nonè cosi dopo qualche mese Maria scopre di avere un tumore viene ricoverata in ospedale e Guido è sempre vicino a lei .Una via crucis per Maria che non sconfigge il tumore e muore ,al funerale Guido non nasconde più la verità e durante il funerale parla con tutto l’amore di Maria e che è sua moglie, un colpo per tutti ma finalmente Maria a 62 anni Schiavo in Zavarise ha raggiunto un traguardo ma in cielo, muore il 17 maggio 1983.Una volta mi aveva mandato una lettera mentre ero in “esilio” con una citazioneche dice cosi Il tempo è:Troppo lento per chi aspetta ,troppo rapido per chi ha paura, troppo lungo per chi soffre, troppo breve per chi gioisce, ma per chi ama il tempo non esiste.Queste belle parole erano dedicate a Guido quando lei era in vita e lo aspettava nei suoi sogni che poi si sono avverati