Oggi vorrei cominciare a trasferire le mie memorie nel mio post. Il titolo : .Nata a monte Mario. Sono nata a Roma l’8 maggio del 1934 ,anche se dicono i documenti il 9.Sono cresciuta in una famiglia povera con 3 fratelli che dati i tempi non hanno studiato , visto che mio padre perso il lavoro perchè non voleva la tessera fascista si è arrangiato sempre . Ho fatto le elementari dalle suore dato che mio padre aveva una latteria-barforse pagava con i prodotti .Una volta ho trascinato 2 o3 amichetti a correre nella collina verde della scuola, siamo rientrati in ritardo e siccome ero io la colpevole la suora mi ha messo in ginocchio sul brecciolino vicino alla cattedra. Mi fanno ancora male le ginocchia ,avevo forse 8 anni. Nello stesso anno ,noi del 1934 ci siamo preparati per la prima comunione, abbiamo fatto 3 giorni di “ritiro”dalle suore della scuola. Dovevano prepararci spiritualmente ma noi eravamo terribili, ricordo a cena c’èra il riso con il latte e zucchero e io non volevo mangiarlo. Sono andata a letto a digiuno ,il giorno dopo a colazione stessa pappa e io no! Torniamo a pranzo dopo le lezioni c’èra sempre il riso avevo fame e ho dovuto mangiarlo. Devo dire che poi mi piaceva un sacco anche adesso lo mangio.Nel 1942 a volte la notte suonava l’allarme perchè bombardavano ma le suore non ci svegliavano le nostre mamme venivano al convento ma noi lo sapevamo la mattina dopo, volevano starci vicino grandi Mamme. Ricordo con dolcezza Gian Michele un ragazzo che abitava nella villa davanti le nostre “casette” così si chiamavano perchè erano tutte in fila.La sua si chiamava (Villa Gancia),era un vivaio,era tornato acasa dalla guerra credo perchè ammalato:Io ero amichetta delle sue nipotine e delle figlie dei giardinieri che abitavano ne lle dependance della villa, lui diceva di non andare al rifugio quando bombardavano era meglio andare in villa, c’èra un bel giardino davanti la villa allora lui prendeva la chitarra e suonava per noi bambini.Diceva “meglio sotto le stelle”,era un pianista meraviglioso.Due o tre volte sono venuti a casa nostra i tedeschi a controllare se mio padre aveva le armie io preso certi spaventi con i loro fucili puntati ,avevo8 o 9 anni.MI ricordo la mattina che sono arrivati gli “americani” ,mia madre mi stava pettinando e mi parlava così:”Sai Lucia stamattina arrivano gli americani ma tu non tidevi spaventare sefra di loro ci saranno soldati “neri”perchè sono come noi anche se il colore è nero.Non dimenticherò mai queste parole ,cara mamma.Poi verso le 11 arrivano i carri armati altissimi, con i soldati che tiravano a noi bambini le prime caramelle col buco e le gomme,dopo arrivano a piedi i soldatie ricordo si sono seduti sul marciapiedi e vicino le Casette c’èra una fontanella,e c’è ancora,si tolgono gli elmetti li riempiono di acqua e si rinfrescano i piedi.I tedeschi erano partiti lanotte li abbiamo sentiti sfilare lungo la strada ma non ci potevamo affacciare o sparavano, lasciavano i mezzi di trasporto nelle strade perchè finiva la benzina. Una moto col sidecart l’hanno presa i miei fratelli era una Zundapp, ci siamo fatte scorrazzate . Una volta siamo andati io Giorgio e Amleto a raccogliere i chicchi di grano che lasciavano i contadini dopo il raccolto,M.Mario in quei tempi era un grande appezzamento coltivato a grano, avevamo raccolto un sacchetto quando sentiamo urlare era il contadino che correva verso di noi urlando con un fucile ,siamo saliti sulla moto saltellando fra i solchi che mi fa male ancora il di dietro. Vicino a noi c’era la Caserma Ulivelli , partiti i tedeschi sono subentrati gli americani e siccome non c’era niente da mangiare andavamo in caserma a prendere il “rancio”.Andavamo con la pila e toccava ad ognuno un mestolo di piselli passati ,mi piaceva un sacco, il soldato chiedeva “quanti essere”rispondevo 6 e mi dava 6 cup a saperlo dicevo 8.Certi non ci andavano e io la prendevo per la mia insegnante di musica che si verognava. Con mamma andavamo per i fossi a raccoglire i germogli delle canne, poi uncaro amico di mio padre ci ha dato un pezzo di terra e ci coltivavamo le patate ,come ero contenta quando andavamo là. Le figlie erano 4 e un maschietto piccolo .Quella era la terra dove Mussolini doveva costruire la sua villae questo papà delle mie amiche era il guardiano, aveveno fatto già il viale il cancello ma poi è rimasto tutto così ma il guardiano èrimasto sempre li. Il posto era magnifico sopra lo stadio Olimpico con una veduta di Roma che non vi dico. Correvamo giù per la collina fino allo stadio che tempi .Avevamo la “tessera annonaria”che ci dava diritto a una “ciriola” di un etto a persona al giorno ma che ci facevano stì ragazzi? La svolta c’è stata quando mio fratello Angelo è andato a fare l’aiuto cuoco agli americani.Avevano requisito la villa dei Petacci e li c’èra il comando mio fratello è rinato e pure noi . Io aspettavola sera Angelo che tornava dal lavoro sempre con un sacchetto sulle spalle c’erano pizzette dolci pollo,non gli avanzi però. che mangiate.Un altro ricordo è quello di mio padre,aveva fatto la guerra del 1915-18emi raccontava dei suoi amici comilitoni che tornando daun rifornimento a valle li aveva trovati tutti morti perche gli austriaci avevano tirato il gas asfissiante.Mio padre in quella guerra ha perso una gamba e nella guerra seguente essendo invalido non fù richiamato ma svolse il suo ruolo di partigiano in silenzio facendo da tramite con i vari gruppi, ricordo che