Questo è il primo articolo che scrivo con il mio nuovo CP e dico NUOVO.

Questo è il primo articolo che scrivo con il mio nuovo CP e dico NUOVO. Mi piacerebbe diventare scrittrice ma forze non ho la stoffa, ci provo. E’ la storia vera di una mia amica,il suo nome Maria di un paese della provincia di Padova,Cavarzere.Da giovane era fidanzata con Guido un ragazzo di Belluno poi la guerra e lui dovette partire.Tornò cinque anni dopo ,intanto Maria per lavoro si era trasferita a Roma presso una famiglia come baby-sitter ma guido non riusci’ a rintracciarla e sposò una ragazza del suo paese di nome Maria anche lei. Ebbe 2 figlie, passò il tempo. Io conobbi Maria nel 1952 , io frequentavo il laboratorio di cucito vicino casa voluto dalla Baronessa Gancia in memoria di suo figlio GianMichele morto per una malattia a 23 anni. Era un ragazzo meraviglioso noi bambine eravamo tutte incantate da lui, suonava il pianoforte mi sembrava Chopin gli somigliava pure, suonava la chitarra , e a volte negli anni della guerra, lui era tornato perchè la salute non andava bene,quando suonava l’allarme noi piccoli del quartiere correvamo in villa. Lui diceva è meglio sotto un cielo pieno di stelle che un rifugio e ci intratteneva suonando la chitarra. La sua mamma non l’abbiamo mai vista in quei momenti ,ma lui era diverso, vicino a noi del quartiere. Quando morì di leucemia fece promettere alla mamma che avrebbe fatto qualcosa per noi ragazzine e lei mise un laboratorio di ricamo e cucito e una biblioteca. Maria negli anni ’50 andò a lavorare per la signora Gancia ecco perchè poi l’ ho conosciuta. Nel 1950 avevo 16 anni, che bella età, era anche l’anno Santo, e mi ricordo che insieme ai parenti della signora Gatti feci con loro l’Anno Santo,il giro delle basiliche non l’avrei fatto senza di loro. Nel ’52 conobbi Maria e diventammo amiche emi raccontò di Guido e che non l’aveva mai dimenticato, tanto che non si fidanzò mai più anche se qualche ragazzo la corteggiava, io speravo che uno dei miei fratelli ci facesse un pensierino, ma lei era troppo fine per loro. Mi aiutò molto a trovare la vera fede a volte ci vuole proprio un amico-a capire certe cose e da allora la mia fede è andata crescendo e ringrazio il Signore che ha messo sulla mia strada lei Maria un Angelo.Poi io mi sposai nel 1955 e rimanemmo in contatto via posta , quando nacque la prima mia figlia, Diana io tornai a Roma, abitavo ad Ariccia ma lei era tornata al suo paese perchè la mamma stava male, ci scrivemmo un pò ma poi con i bambini che nascevano uno dopo l’altro non ho più avuto notizie e ci siamo perse. Nel 1980-81 credo mio fratello Amleto ha ricevuto una lettera indirizzata a me all’indirizzo dove abitavamo e questa lettera era di Guido dove chiedeva di Maria e se l’avevo conosciuta e dove e se poteva venire a trovarmi per parlare di lei perchè non c’era più era morta e lui voleva conoscere i suoi amici. Venne a Giulianello dato che ci eravamo trasferiti nel1978 in questo paesino e ci raccontò la storia quasi inverosimile di come aveva ritrovatoMaria. Tornato dalla guerra non riuscì a rintracciare Maria e sposò un altra Maria. Quando gli morì la moglie lui ebbe un forte esaurimento e fu ricoverato in ospedale a Venezia, nel frattempo la madre di Maria era morta e lei trovò lavoro come infermiera in quell’ospedale dove Guido era ricoverato ,ma non volle mai incontrarlo, lui non lo sapeva che lei era lì lo seppe quando uscì e. Si allora cercò di ritrovarla ,gli scrisse cartoline da luoghi di preghiera divenne un accompagnatore del “Treno bianco” per Lourdes ebbe una conversione .Finalmente Maria accettò di incontrarlo e seppe della sua vedovanza si fidanzarono ma il padre di Maria non ne volle sapere e quindi si vedevano di nascosto come due fidanzatini alle prime armi Si sposarono il 27 giugno del1981 di nascosto del padre vivendo ognuno a casa propria incontrandosi ogni tanto. Il padre novantenne è sopravissuto alla figlia ,loro pensavano che il pdre sarebbe morto e invece nel 1983 dopo una malattia Maria moriva era il 17 maggio. Per Guido fu un colpo solo al funerale potè dire la verità Maria si chiamava Maria Schiavo Zavarise e tutti rimasero di sasso.Guido aveva trovato le mie lettere e così venne a Giulianello, i mi vergogno e chiedo scusa a Maria di cui adesso ho qui la foto per averla dimenticata ma ora lei è tra gli angeli e mi capirà. Ciao Maria ti ricordi di me? Si che ti ricordi sono io la sciagurata. Guido è stato un pò di giorni da noi poi ci siamo scritti ,telefonati ma adesso non sò più al telefono non risponde e non sò come rintraciarlo deve avere 90 anni e più.

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